Terre dei Gaia e le tradizioni della Bianchetta e Pavana

terre dei gaia

L’amore per la natura con le Terre dei Gaia 

Un lavoro sicuro e ben pagato è il sogno di ogni giovane, sopratutto nel periodo che stiamo vivendo. Eppure, ci sono ancora delle mosche bianche, che armate di passione e di forza di volontà, sfidano le intemperie dell’economia, creando dal nulla imprese che lasceranno un segno nella storia.

Un esempio concreto l’abbiamo trovato nella provincia di Feltre, con Claudio e Debora i “pazzi” che hanno mollato un lavoro sicuro per dedicarsi alle vigne del bisnonno: Nani Gaia.

«Siamo sicuri che ritornare all’amore per la terra è un ottimo modo per migliorare la qualità della propria vita» ci racconta Claudio con gli occhi che brillano dalla passione per le sue viti. «Qui, abbiamo ripreso le antiche vigne del bisnonno, per riportare alla luce un vino pregiato che tiene testa ai prosecchi della “bassa” (la zona trevigiana,ndr)»

La Bianchetta

L’uva di questo vitigno è uno dei segreti dell’azienda Terre dei Gaia, che dona ai giovani imprenditori, due spumanti:

  • Nani, un extra dry in memoria del bisnonno

  • Cilet un vino bianco fermo

Vini da un perlage molto persistente e un’esplosione di gusti che ricordano la mela matura, il timo, l’origano e la pesca.

È un vitigno antichissimo dei primi del ‘500 e il suo utilizzo è stato sempre messo in secondo piano per accompagnare il vitigno Glera, l’uvaggio del Prosecco. Terre di Gaia invece lo ha riportato a testa alta nel podio dei vini frizzanti.

La Pavana

Altro vitigno storico e ormai poco conosciuto ma che grazie a questa azienda è riuscito a ricomparire sulle tavole bellunesi. La Pavana è un vitigno che dona un vino rosso rubino dal gusto fruttato ed erbaceo. Terre di Gaia ne produce una quantità giusta per i palati più esigenti con il nome Crode Rosse. Sì, perché bisogna sottolineare che i prodotti di questa azienda seguono il naturale andamento che la terra gli offre senza sforzarla nella produzione. «Amiamo ciò che la terra ci dona e le portiamo il rispetto che merita.»

Questo rispetto lo mostrano in altri prodotti che sono coltivati nel Massiccio del Grappa a 1250 metri. Tramite i cicli stagionali a rotazione, che garantiscono la biodiversità del territorio, coltivano le piante officinali. Queste, integrate con i derivati della vite, offrono prodotti di cosmesi naturali, ottime per le persone con allergie.

Ma qui, in questa piccola azienda si resta meravigliati da tutto ciò che ci circonda.

Claudio e Debora mostrano l’amore per le tradizioni anche allevando la pecora di Lamon. «Cerchiamo di salvaguardare questa razza che rischia l’estinzione», garantendo ai capi le loro esigenze di libertà di pascolo e cura.

E non è ancora finita, grazie alle conoscenze sapienti sulle erbe e le loro proprietà, Debora svolge corsi di cucina vegana rielaborando i piatti tipici veneti. Degusterete il miele, le confetture e i succhi d’uva rigorosamente prodotti dalla loro azienda.

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