Dal pecorino Marchigiano al pecorino Romano

Pecorino romano e pecorino marchigiano

Godi giorno a tutti, oggi vediamo i pecorini delle marche e il pecorino romano così avrete da sperimentare con gli articoli che il Godi – Fabrizio vi sta scrivendo sulla degustazione del formaggio. Come sempre, prima di incominciare se volete riferimenti o notizie in più scriveteci e se siete un’azienda che vuole comparire nel blog, non esitate a prenotarvi un’intervista.

Bene incominciamo!

I pecorini delle Marche

  • La casciotta d’Urbino DOP Incominciamo con un formaggio che per errore di un impiegato ministeriale ha preso il nome di casciotta e non caciotta, dando una caratteristica unicità al prodotto. È un formaggio molle dove viene ricoperto da una cera trasparente per evitare l’attacco delle muffe. La crosta è sottile e morbida di colore paglierino, la pasta è untuosa ed elastica. Si degusta con un filino di olio e pepe ottimo sia con la polenta che con la frutta fresca.

  • Formaggio di fossa di Sogliano DOP: nato come tutti i formaggi di fossa, per nascondere le forme dalle razzie, questo formaggio ha un’altissima intensità aromatica. Il 25 novembre si aprono le fosse dove sono riposti i formaggi, quindi occhio al calendario!

  • Cacio in forma di limone PAT: è un formaggio a pasta molle, la particolarità è che il latte viene combinato con il limone di consuma rigorosamente fresco dopo 4 giorni e viene servito anche come dessert.

  • Pecorino lievito PAT: è un formaggio caratteristico per l’utilizzo di caldaie in rame. La crosta è sottile e morbida, la pasta semidura ed elastica. Si abbina bene con marmellate e miele.

  • Pecorino Marchigiano: è un prodotto tradizionale delle Marche. Da degustare rigorosamente fresco, ha un gusto e un aroma molto intensi, anche se qualche mese di stagionatura non gli fa di certo male, quindi niente paura se non lo trovate fresco, anzi vi avviso che il pecorino stagionato ha la crosta unta di olio di oliva di colore rosso fuoco.

  • Pecorino in botte PAT: è lo stesso pecorino marchigiano ma questo si avvolge in foglie e erbe aromatiche e lo si fa riposare in botti che prima contenevano vino. La pasta friabile e pronto al consumo appena estratto dalle botti.

Il pecorino Romano

E ora parliamo dei formaggi della regione Lazio anche se il pecorino romano prende il nome dall’impero romano, infatti viene anche fatto in Sardegna.

La crosta è molto sottile, untuosa di colore avorio. La pasta è dura e compatta anche essa di colore avorio con occhiatura molto fitta. Si può degustare da solo o con verdure e insalate, ottimo come grattugia per il pesto.

  • Cacio di Genazzano PAT: pecorino a pasta semicotta con una stagionatura di minimo 6 mesi. La crosta è dura e sottile come la pasta che possiede un’occhiatura regolarmente distribuita. Ottimo da usare come grattugia.

  • Cacio magno PAT: prodotto nella provincia di Rieti le forme vengono cosparse di fecola di patata. La crosta è sottile, ruvida; la pasta è morbida e untuosa. Di solito lo trovate aromatizzato con erbe e spezie.

  • Squarquaglione dei monti Lepini PAT: è un formaggio fresco non salto con all’interno delle noci, pronto al consumo dopo 4 giorni.

E con questo abbiamo finito i pecorini. Ne avete un po’ da assaggiare no? Se dovessi aver perso per strada qualche prodotto tipico delle zone citate, per favore segnalatemelo con una email che farò in modo di provvedere citandovi nell’articolo e dandovi il permesso in modo virtuale di tirarmi le orecchie.

Godi degustazione!

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