L’espansione della viticoltura e la ricerca della qualità

la storia del vino

Già ai tempi di Roma, il vino veniva considerato la più piacevole delle bevande. Agli inizi era considerata merce di lusso, visto il monopolio che la Grecia possedeva.

Il simposio

L’antica Grecia e la diffusione della viticoltura

Con l’arrivo della conoscenza, come succede ogni qual volta che il nostro cervelletto si usa per l’evoluzione, l’Italia incominciò pian piano a creare vini di grandissima qualità, non per niente venne battezzata Enotria.

Poveri Greci, ben presto si rassegnarono all’idea che l’allievo aveva superato di gran lunga il maestro!

Una volta che i romani avevano ben soddisfatto i fabbisogni propri, decisero di esportare il vino in eccesso agli altri popoli, diventando così la potenza che noi tutti conosciamo!

L'espansione della viticoltura

Nella prima metà del II sec a.C. si vide una gran espansione della viticoltura grazie a determinati fattori:

  • la dieta a Roma era prevalentemente basata sul pane e il vino;

  • l’esportazione in paesi non romani aumentò notevolmente gli scambi: vino con schiavi;

  • più schiavi voleva dire più manodopera per la coltivazione dei vigneti.

Da qui si può comprendere bene come Roma aveva tutte le carte per diventare l’impero che poi, in effetti, è diventata.

Questo provocò al crollo delle importazioni dei vini greci che erano molto costosi, lasciando la strada libera ai vini italiani.

La ricerca della qualità

Con l’arricchimento dell’aristocrazia romana, si incomincia a ricercare vini di qualità. Siamo circa a metà del II secolo a.C. Gli imprenditori romani avevano un bel giro di clienti di lusso da compiacere con i loro pregiati vini.

In questo periodo, grazie a una ricerca della qualità sempre più richiesta, nacquero i grandi Cru, come il Falerno vino tipico di Roma prodotto al confine tra il Lazio e la Campania. Era un vino che per berlo bisognava diluirlo perché molto amaro.

Ovviamente i palati di una volta erano ben diversi dai palati odierni. Perciò coloro che vorrebbero tornare nel passato a rivivere le avventure di Giulio Cesare, mettano in conto i gusti di allora!

Scusate la piccola divagazione. Non c’erano solo vini amari nel repertorio, ma anche vini assai acidi come il Sorrentinum vino rosso leggero prodotto nella penisola di Sorrento. Troviamo i vini di gran qualità nella zona di Verona, in particolare il Retico; nella zona toscana, il Florentinum; a Napoli primeggiava il Sabino e il Tiburtino; giù nella costa adriatica si degustava il Pretuziano… come vedete già all’epoca, l’Italia aveva un ventaglio ben fornito di vini che presto si evolveranno, chi più chi meno, nei DOC che ben conosciamo.

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