Dalla tazza alla tavoletta: la nascita della tavoletta di cioccolato

Dalla tazza alla tavoletta_ la nascita della tavoletta di cioccolato

Godi giorno amici, proseguiamo con la nostra macchina del tempo il viaggio alla scoperta del cioccolato, anzi, in questo articolo si scoprirà la nascita della tavoletta di cioccolato.  Finora abbiamo visto, dai Maya agli Aztechi, alla scoperta degli spagnoli fino al resto del mondo, che la cioccolata era consumata soprattutto come bevanda. Fra poco scopriremo due avvenimenti importanti che contribuiranno alla nascita della tavoletta: la rivoluzione francese e soprattutto la rivoluzione industriale

Ma quando passa da sostanza liquida a solida? Chi la inventò? Conosceremo le aziende come Fry & Sons, Lindt Nestlé passando per il cioccolato di Modica. Allacciate le cinture perché stiamo per partire per l’Inghilterra georgiana con la nostra godi macchina del tempo!

Dalla tazza alla tavoletta: la nascita della tavoletta di cioccolato

Il cioccolato nei primi del’700

Fry & Sons e il cioccolato di Modica

Siamo a Londra all’epoca della libertà di stampa e di religione ma soprattutto per il nostro viaggio, troviamo le Chocolate & Coffee house, piccoli ritrovi della borghesia e dei futuri politici del tempo. Nel 1728 a Bristol la Fry & Sons produceva la cioccolata per tutto il mercato inglese, in modo ancora manuale. Eh sì, in questo periodo troviamo pasticceri, dalla Francia alla Sicilia, che macinano le fave di cacao con la pesante macina in pietra sotto gli occhi dei loro clienti.

In Sicilia, a Modica, Ragusa, troviamo il “ciucculattaru” che si sposta di casa in casa per fare la cioccolata con la macina di pietra. Possiamo affermare che a Modica nasce la prima tavoletta di cioccolato ottenuta tramite la lavorazione “a freddo”, in cui la pasta di cacao viene cotta a temperatura compresa tra i 30 – 40 C°. Questo procedimento consente ai cristalli di zucchero di sciogliersi solo in parte donando al cioccolato il tipico sapore.  Oggi, il cioccolato si fa come agli inizi del 1700, certo con macchinari moderni,ma il gusto è rimasto molto simile a quello del passato. Ecco spiegato il pregio del cioccolato di Modica che un bravo degustatore deve assaggiare almeno una volta nella vita.

Direttamente da Modica 

Attenzione il vero gusto del cioccolato per intenditori

Da assaggiare cioccolato purissimo fondente

La rivoluzione francese e la rivoluzione industriale

Dalla tazza alla tavoletta

La rivoluzione industriale (1760) e la rivoluzione francese (1789) segnano due passi importantissimi per la cioccolata come la conosciamo noi adesso. Infatti, con la rivoluzione industriale si è potuto creare, macchine che macinavano le fave di cioccolato in modo più veloce e con meno fatica. Infatti, nel 1795, Fry & Sons sarà la prima azienda a introdurre il motore a vapore nel reparto della cioccolateria. La rivoluzione francese invece porta il consumo del cioccolato nelle classi più basse. Ora, non saranno solo i nobili, gli aristocratici e il clero a poter bearsi del goloso prodotto!

Il chimico olandese C.J Van Houten (1828) brevetta un sistema che consente di ottenere il cacao  magro in polvere separandolo dal burro di cacao. Questa scoperta rendeva la cioccolata una bevanda più “light” rispetto all’originale, sia per la consistenza meno oleosa sia per il prezzo. Infatti, un grosso “competitor” della cioccolata era il tè! (Il godi-Fabry sta scrivendo una serie di articoli sulla storia del tè che vi invito a leggere, ndr.)

Nel 1847 sempre la Fry & Sons produce il primo cioccolato solido mescolando cacao in polvere. zucchero e burro di cacao fuso. Il risultato è un cioccolato né friabile, né secco ma molto modellabile.

Dalla Svizzera ai grandi nomi di Lindt e Nestlè

La nascita della tavoletta di cioccolato al latte

Usciamo dalle terre inglesi e dirigiamoci in Svizzera dove, vuoi per gli alpeggi vuoi per l’ottimo latte che ancora oggi producono, si scopre il cioccolato al latte.Considerate che fino adesso abbiamo parlato sempre e solo di cioccolato fondente. Nel 1867 un chimico svizzero Henri Nestlé crea un sistema per ottenere il latte in polvere. Il passo sarà breve nel mescolare la polvere di cacao con quella di latte, no? E infatti, spetta questa genialata a Daniel Peter che nel 1879 mescola le due polveri per ottenere un nuovo tipo di cioccolato. Mentre Rodolphe Lindt, nello stesso anno, riesce ad amalgamare con uno strumento simile a una conca le particelle solide e il burro di cacao inventando un cioccolato vellutato, fondente e molto fine.

L’italia? Non è da meno!

Nascita del gianduiotto e della Nutella

Concludiamo questo viaggio nelle patrie terre e dirigiamoci a Torino dove, per far fronte ai prezzi assurdi della cioccolata, da bravi italiani ci si ingegna! Perché non provare a fare la cioccolata con le nocciole del Piemonte? Sì, sto parlando della Tonda Gentile delle Langhe varietà di nocciola IGP. Proprio questa genialata ha dato la possibilità di far nascere la pasta gianduia e il famosissimo gianduiotto (1852). Ma non finisce qui, nel 1922 grazie Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni nascono a Perugia i Baci, mentre a Torino si vedrà festeggiare la Pasqua con l’uovo di cioccolato. Per finire in bellezza nel 1946 ad Alba, dall’impasto della gianduia vedrà la luce la Nutella.

E per oggi finiamo qui, che dite vi è piaciuto questo viaggio che abbiamo affrontato? Nelle prossime puntate vedremo come si crea e ovviamente come si degusta il cioccolato.

Godi cioccolata a tutti!

P.S. visto che domani è San Valentino che dite di approffitarne? 😉

 

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