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Viaggio alla scoperta del cioccolato: dagli Spagnoli al Mondo

viaggio alla scoperta del cioccolato. Dagli spagnoli al mondo

viaggio alla scoperta del cioccolato

Benvenuto alla seconda puntata del viaggio alla scoperta del cioccolato, dove vedremo la sua espansione verso il mondo partendo dagli Spagnoli di Cortés . Per chi non si ricorda o ha perso la prima puntata, avevamo parlato della storia del kakawa dai Maya agli Aztechi. Allacciamo le cinture, la godi macchina del tempo è pronta per la partenza!

Il cioccolato e il viaggio per l’Europa

Gli Spagnoli e il monopolio del cioccolato

Siamo arrivati giustappunto quando Hernàn Cortés e i suoi spagnoli stanno guardando schifati i Maya che bevono con gusto la loro kakawa. Schifati? Eh sì, la natura umana è sempre diffidente su ciò che non conosce e anche in questo caso la cioccolata non fa eccezione. Pensate che addirittura  il soldato di ventura milanese Girolamo Benzoni, al seguito delle truppe spagnole, paragonerà in un suo resoconto di viaggio la bevanda come “beveraggio da porci”!

Per non parlare poi che a quei tempi, alla bevanda si aggiungevano determinate spezie che coloravano il liquido di rosso: provate a immaginare la scena di indigeni con le labbra e i denti macchiati di rosso… sangue! Da brr …ividi!

Passato lo stupore e lo schifio iniziale, dopo alcuni decenni le colonie spagnole divennero i consumatori per eccellenza della cioccolata considerandola addirittura come un “farmaco”, per la gioia dei piccini!!!. (La natura umana si sottomette facilmente alla panza, ndr.)

Per addolcire il “farmaco” amaro si incominciò a dolcificarlo con zucchero di canna e a berlo prevalentemente caldo.

In poco tempo il cioccolato diventa un ingrediente con cui sbizzarrirsi provocando un aumento della domanda in modo esponenziale, sfruttando al massimo le coltivazioni con l’ “aiuto” della manodopera degli schiavi neri importati dall’Africa.

La storia del cioccolato nel mondo

Alla corte dei Savoia: Torino e le sue meraviglie!

Viaggiando con la nostra macchina del tempo arriviamo in epoca rinascimentale dove negli ambienti aristocratici ed ecclesiastici  si degusta il cioccolato. Tra diatribe religiose, se la cioccolata fosse frutto del demonio o dono di Dio, alla fine nel corso del ‘600 la bevanda si diffuse per tutto il vecchio continente fino ad arrivare in Italia, precisamente a Torino.

Sapete che se facciamo un balzo in avanti di un secolo proprio a Torino nascerà la prima cioccolateria d’Italia? Si inventerà il il primo cioccolatino e la prima bevanda calda a base di caffè… ma ne parleremo più avanti!

Da Savoia al Granducato di Toscana dove troviamo un Cosimo de’ Medici gran degustatore della prelibata bevanda, passando  per lo Stato della Chiesa dove troviamo il papa Pio V che concede nei giorni di digiuno di bere la cioccolata, visto che è un liquido, si creò una fortissima domanda di prodotto, perciò si dovette per forza di cose aumentare la produzione, ad esempio sulle isole caraibiche sempre sotto la corona spagnola.

La natura umana si sa che come vede il soldino si fa subito in quattro. Gli imperi coloniali  riuscirono a togliere il monopolio del cacao alla Spagna impiantando coltivazioni nei propri possedimenti: i francesi a Guadalupe; gli inglesi in Giamaica; i gesuiti, vincitori per lo più della diatriba religiosa, lo coltivarono in Brasile. 

Nel secolo successivo il cacao lo si troverà in Africa, Asia, Oceania, Filippine, Sri Lanka … ecco l’unico posto che non è stato ancora raggiunto è … la Luna! Chissà, presto o tardi si arriverà a piantare il cioccolato anche lassù 🙂

Godi degustazione!




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