Pubblicato il Lascia un commento

I prodotti tipici calabresi: il formaggio di capra

formaggio di capra

formaggio di capra

Godi giorno! Oggi proseguiamo il nostro succulento cammino verso la scoperta del formaggio di capra di Italia. Ci fermiamo nella cara terra di Calabria dove troveremo dei formaggi che rientrano nei prodotti tipici calabresi di tutto rispetto. Vi ricordo che il godi Fabrizio sta creando degli articoli molto utili e interessanti per la degustazione dei formaggi che potreste andare a spulciare per le vostre godi degustazioni.

Godi lettura!

Le specialità calabresi: il formaggio di capra

I formaggi calabresi sono tanti, come ben sapete, in questo articolo vi proponiamo una serie che abbiamo avuto il gustoso godi piacere di assaggiare. Sono prodotti tipici calabresi che trovate nelle latterie senza alcun problema. Come sapete il formaggio di capra in queste zone è molto in voga e il suo gusto ha qualcosa di antico  e piccante. Eccovi dunque la lista di questi prodotti tipici calabresi: il formaggio di capra:

  • Il primo caprino che vogliamo mostrarvi è il Caprino della Limina P.A.T., un formaggio grasso a pasta semidura prodotto dalla Comunità montana di Limina con latte di capra dell’Aspromonte. Si può consumare sia fresco che fatto stagionare, cosa che lo rende di un’intensità aromatica senza eguali! Durante la stagionatura le forme vengono cosparse di olio e aceto e girate di frequente. Lo possiamo abbinare con un buon vino corposo e, a proposito, è l’ingrediente principe delle melanzane ripiene, da assaggiare assolutamente!!

  • Cacioricotta altro formaggio P.A.T. di Reggio Calabria e Cosenza con media stagionatura. Ha la crosta dura se parliamo dello stagionato (quello che noi abbiamo assaggiato, ndr.) di colore giallo paglierino tendente al marrone scuro. La pasta è compatta, bianca e senza occhiatura. Noi lo abbiamo degustato con un Gioia del Colle Primitivo che è la morte sua!

  • Caprino dell’Aspromonte P.A.T. è un formaggio squisito che viene prodotto con latte di capra dell’Aspromonte. A coagulazione presamica con pasta morbida con occhiatura rada. Un abbinamento che consigliamo è con la frutta del luogo magari accompagnato da un vino bianco leggero.

  • Giuncata P.A.T. ecco l’ultimo ma non ultimo dei prodotti tipici calabresi che vi abbiamo elencato, un formaggio grasso a pasta molle affumicato dalla crosta dura e rugosa; colore rossastro – marrone, la pasta è di un bianco puro che sembra porcellana. Con un buon rosso corposo lo si può degustare anche da solo.

E per oggi concludiamo qui, ne avete da assaggiare e dirci cosa ne pensate! Se qualche azienda è interessata a un’intervista dei prodotti caprini, può sempre contattarci che saremo ben lieti di inserirvi nel blog di Goditalia!

Godi degustazione

Pubblicato il Lascia un commento

Analisi sensoriale del formaggio e il quinto sapore

Analisi sensoriale del formaggio e il quinto sapore

Ciao godi-lettore. Eccoci a parlare anche oggi di analisi sensoriale dei sapori. In particolare parliamo dell’analisi sensoriale del formaggio e il quinto sapore. Prima di iniziare ti ricordo che per qualsiasi chiarimento non esitare a contattarci.Se invece sei un’azienda che vuole far conoscere i suoi prodotti prenota un’intervista.
Analisi sensoriale del formaggio e il quinto sapore

Analisi sensoriale del formaggio e il quinto sapore. L’Umami.

Ci sono vari aspetti nell’analisi sensoriale del formaggio e il quinto sapore è importante.Quando parliamo del quinto sapore intendiamo l’Umami.Si tratta di un termine giapponese che significa saporito e gustoso. Un sapore che affianca i quattro fondamentali:

  • amaro;
  • salato;
  • dolce;
  • acido.

Il primo a usare il termine Umami fu il chimico Kikunae Ikeda all’inizio del XX secolo.

Analisi sensoriale del formaggio e il quinto sapore. La sua nascita.

Come citato sopra, il termine nasce in Giappone da un chimico dell’Università di Tokyo.Un nuovo passo per analisi sensoriale del formaggio e il quinto sapore ne offre una visione più ampia.Il chimico usò il termine Umami per descrivere il gusto particolare dell’alga kombu.Un alimento usato in varie pietanze giapponesi.Ikeda scoprì che questo particolare gusto era determinato soprattutto dal glutammato monosodico. Quindi un sale dell’acido glutammico. In occidente il sapore Umami è stato avvicinato ad esempio alla carne bovina lessata. Tuttavia è stato accostato al sapore del concentrato di pomodoro o al brodo di carne.

Analisi sensoriale del formaggio e il quinto sapore nel mondo lattiero-caserario.

Nel mondo lattiero-caseario parliamo di Umami quando si tratta di formaggi stagionati.Si tratta di formaggi a pasta dura come il Grana Padano o il Parmiggiano Reggiano.Quindi prodotti in cui vi è la molecola del gluttamato monosodico in buona percentuale.Per percepire questo sapore serve allenamento. Quindi approfondire l’approccio con l’analisi sensoriale del formaggio e il quinto sapore.Tuttavia per molti esperti i sapori primari restano quattro. L’umami viene ricondotto al mondo dell’analisi gusto olfattiva.

Analisi sensoriale del formaggio e il quinto sapore. Scopri di più con Goditalia.

Come sempre se hai delle domande e vuoi saperne di più non esitare a inviare una email. Se invece vuoi essere sempre aggiornato sulle novità iscriviti alla nostra Newsletter. Scopri di più sull’analisi sensoriale del formaggio e il quinto sapore. Quindi se vuoi provare a metterti alla prova non perdere gli articoli di godi-Paolo. Leggi i sui post e mettiti alla prova ad esempio con i formaggi a latte di capra.

Pubblicato il Lascia un commento

La distinzione dei sapori nell’analisi sensoriale del formaggio

La distinzione dei sapori nell'analisi sensoriale del formaggio

Ciao godi-lettore. Oggi riprendiamo dal post precedente che trattava il gusto nell’esame dell’analisi sensoriale. In particolare approfondiremo la distinzione dei sapori nell’analisi sensoriale del formaggio. Ma vediamo come esercitarci a percepire al meglio i sapori.Prima di iniziare ti ricordo che per qualsiasi chiarimento contattaci.Sei invece sei un’azienda che vuole far conoscere i propri prodotti prenota un’intervista.
La distinzione dei sapori nell'analisi sensoriale del formaggio

La distinzione dei sapori nell’analisi sensoriale del formaggio e come esercitarsi.

Per la distinzione dei sapori nell’analisi sensoriale del formaggio serve allenamento. Quindi solo con un esercizio costante possiamo percepire i sapori con dimestichezza.Ma vediamo ora come allenarsi per mettere alla prova le nostre capacità. Ecco qualche semplice esercizio:

  • Per percepire il salato. Prendi un litro di acqua e fai sciogliere la punta di un cucchiaio di sale da cucina e assaggia;
  • Per il dolce. Sempre un litro di acqua ma questa volta 10g di zucchero per poi assaggiare;
  • Riconoscere l’acido. In questo caso predi un bicchiere e metti qualche goccia di limone e assaggia.
  • Per esercitarti con l’amaro prova a masticare la parte bianca della buccia dell’arancia

Tuttavia secondo le abilità del soggetto si possono diminuire o aumentare le sostanze.Ovviamente riducendo la quantità di sostanza aumenta la capacità di percezione del soggetto.

La distinzione dei sapori nell’analisi sensoriale del formaggio e la percezione degli aromi.

Dell’analisi gusto olfattiva abbiamo parlato recentemente. Tuttavia oggi vedremo come percepire gli aromi. Un passo importante per la distinzione dei sapori nell’analisi sensoriale del formaggio.Per prima cosa chiudi gli occhi e tappa il naso con le dita. Quindi prendi un pezzetto di formaggio e assaggialo.Appena hai messo il prodotto in bocca prova a descrivere le sensazioni che stai provando. Poi apri il naso e descrivi le sensazioni provate in bocca.Scoprirai percezioni diverse determinate dagli aromi.Come mai accade questo?Con il naso chiuso, le sensazioni sono dipese dai recettori del gusto della lingua.Tuttavia per poter percepire gli aromi devono agire i recettori dell’olfatto.Pensa che i recettori olfattivi sono di 1000 tipologie. Questi recettori ti permettono di riconoscere in media 10.000 odori differenti.Quando apri il nasco, il bulbo olfattivo fa il suo lavoro e permette la distinzione dell’aroma.

La distinzione dei sapori nell’analisi sensoriale del formaggio e Goditalia.

Come sempre se hai delle domande e vuoi saperne di più non esitare a inviare una email. Se invece vuoi essere sempre aggiornato sulle novità iscriviti alla nostra Newsletter.Ti ricordo che la distinzione dei sapori nell’analisi sensoriale del formaggio richiede allenamento. Quindi se vuoi provare a metterti alla prova non perdere gli articoli di godi-Paolo. Leggi i sui post e mettiti alla prova ad esempio con i formaggi a latte di capra.

Pubblicato il Lascia un commento

L’esame del gusto nell’analisi sensoriale del formaggio

L'esame del gusto nell'analisi sensoriale del formaggio

Ciao Godi-lettore. Eccoci al nostro consueto appuntamento con l’analisi sensoriale del formaggio.Oggi tratteremo l’esame del gusto nell’analisi sensoriale del formaggio.
L'esame del gusto nell'analisi sensoriale del formaggio

L’esame del gusto nell’analisi sensoriale del formaggio e il sapore.

La tipologia di sostanza che mettiamo in bocca ci offre delle sensazioni di sapore.Tuttavia queste sensazioni sono determinate dalla composizione chimica del prodotto che assaggiamo.Quando effettuiamo l’esame del gusto nell’analisi sensoriale del formaggio possiamo percepire:

  • salato;
  • dolce;
  • amaro;
  • acido

Sono queste le quattro grandi famiglie di sapori che possiamo provare.Tuttavia la lingua non percepisce allo stesso modo questi sapori.Vediamo insieme le aree dove si percepiscono maggiormente le tipologie di sapore:

  • il dolce si percepisce meglio sulla punta della lingua;
  • l’acido lo si sente meglio nelle parti marginali;
  • il salato nella zona anteriore sul dorso;
  • l’amaro nella zona posteriore.

Come detto sul post dell’esame gusto olfattivo, in bocca percepisci anche gli aromi.L’insieme dei sapori e degli aromi definisce il gusto.

L’esame del gusto nell’analisi sensoriale del formaggio e le sensazioni.

Oltre ai sapori e gli aromi vediamo cosa puoi percepire in bocca.Quindi cosa potrai sentire durante è l’esame del gusto nell’analisi sensoriale del formaggio.Si tratta di percezioni non colte da recettori definiti, ma catturate in altro modo.In questo caso si tratta di ciò che cattura il nervo trigemino con le sue terminazioni.Le sensazioni che potrai cogliere sono:

  • bruciante. Si tratta di una sensazione di caldo, simile a quella che provi con il pepe;
  • metallica. Una sensazione minerale che restituisce una percezione di secco e freddo;
  • elettrica. Vi è una sensazione simile a quella che senti con l’acqua gassata. Si tratta di uno sfrigolio con un po’ di pungenza;
  • piccantezza. In questo caso si percepisce una sensazione di pizzicore e di pungenza;
  • astringenza. In bocca si sente una sensazione di asciutto e di polvere. In questo caso è riferibile a fermentazioni poco felici o a troppa gessatura.

Per percepirli a pieno serve come sempre serve il dovuto allenamento.

L’esame del gusto nell’analisi sensoriale del formaggio e Goditalia.

Nel prossimo articolo ti parleremo di come distinguere i sapori. Tuttavia se vuoi allenarti, leggi l’ultimo post di godi-Paolo. Potrai scoprire i formaggi a latte di capra della Sicilia. Assolutamente da non perdere. Anche per l’esame del gusto nell’analisi sensoriale del formaggio la pratica è fondamentale. Come sempre, se hai qualche domanda non esitare a scriverti una email. Se ancora non lo hai fatto iscriviti alla nostra Newsletter per essere aggiornato.