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Azienda Marialuisa Montano: l’asparago violetto d’Albenga storia e degustazione

asparago violetto

asparago violetto

Perché è così speciale l’asparago violetto d’albenga?  Scopriamo insieme la storia e la degustazione di questo pregiato ortaggio da chi da anni lo coltiva con passione: Marialuisa Montano.

Storia dell’asparago violetto

L ‘asparago violetto ne ha fatta di strada nella storia prima di arrivare nei nostri piatti italici. Il nostro asparago predilige terreni sabbiosi e cosa c’era di meglio ai quei tempi delle rive del Tigri ed Eufrate nell’Antica Mesopotamia? Tra Greci e Persiani l’asparago arrivò nei piatti degli imperatori  romani per poi, nel medioevo, venir coltivato da certosini fraticelli nei monasteri. 

Nei primi dell’900 i contadini di Albenga bonificarono le terre in riva al mare, così nacquero le prime coltivazioni di asparagi.  Oggi, in Italia, l’asparago violetto è di nuovo coltivato, grazie alla passione di alcuni coltivatori della Piana di Albenga, tra cui l’azienda Montano di Marialuisa.

Cosa rende famoso l’asparago violetto?

L’azienda di Marialuisa Montano

Nella Piana d’Albenga i terreni alluvionali sono perfetti per la sua coltivazione, grazie al profondo strato sabbioso e limaccioso che li caratterizza. « Un asparagiaia ha un ciclo di vita di 10 anni. Prima del suo termine si raccolgono i semi, che serviranno a dare vita a un’altra asparagiaia. Da qui nasce l’asparago violetto, famoso per il suo inconfondibile colore viola intenso, che sfuma in biancastro via, via che si arriva alla base. Ma non è solo il colore che rende famoso questo pregiato ortaggio, soprattutto è il suo tipico gusto dolce. Alle mie dimostrazioni in campo con i giovani,» continua a raccontarci Marialuisa Montano «una cosa che sbalordiva questi virgulti era il fatto di prendere dal campo gli asparagi e mangiarli direttamente sul posto come grissini.» Eh sì, perché l’asparago violetto è davvero dolcissimo, se poi si tratta della produzione di Marialuisa che è strettamente biologico, allora siamo anche certi che faccia solo che bene!

« All’inizio per scelta  obbligata ho ereditato l’azienda da mio marito che a sua volta la ereditò dai suoi genitori,» ci racconta Marialuisa « col tempo è diventata una vera e propria passione. L’asparago violetto mi dà la possibilità di valorizzare il mio territorio facendo conoscere questo ortaggio che rischia l’estinzione ». Infatti, per chi non lo sapesse, la coltura viene seguita con operazioni svolte esclusivamente a mano e non tutti sono avvezzi  di «armarsi di coraggio e perseveranza, la terra restituisce sempre soddisfazione. Bisogna solo avere pazienza e rispetto della natura».

Come degustare al meglio l’asparago violetto

L’asparago Violetto di Albenga va degustato freschissimo possibilmente poche ore dopo la raccolta per sentire appieno il suo dolce gusto. Lì si possono gustare crudi in insalata o da soli con un filo d’olio di quello buono accompagnati con uova sode; sono un ottimo alleato del pesce, scampi, mazzancolle, gamberetti e non rinnegano la compagnia di carni bianche; amano essere protagonisti di risotti, pasta e ripieni.

E voi cosa ne dite dell’Asparago Violetto? Se desiderate provarlo non vi resta che prenotare (la raccolta si effettua ogni 24 h da metà marzo a giugno)  il vostro quantitativo scriveteci e pre gustate i vostri speciali piatti!

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