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Camilleri e De Crescenzo un omaggio a Montalbano e Bellavista

Giorni di lutto della cultura italiana, ripongono la penna nel cassetto due grandi scrittori del nostro tempo: Andrea Camilleri e Luciano De Crescenzo.

Due scrittori che hanno saputo far amare la lettura, impresa ardua in Italia! Avevano entrambi quella magia di arrivare dritti al punto, in fondo all’anima. I loro romanzi riuscivano a far ridere e pensare allo stesso tempo; riuscivano a far scoprire i luoghi fantastici della Sicilia e della Campania e allo stesso tempo ci facevano sentire parte di essa; in poche righe riuscivano a far salire l’acquolina in bocca a noi lettori, di quei squisiti piatti!

Noi di Goditalia vogliamo ringraziarli per tutto quello che ci hanno regalato: GRAZIE MAESTRI!

Andrea Camilleri e il suo commissario Montalbano

Originario di Porto Empedocle, Agrigento, scrittore politico e regista, 9 lauree ad honoris causa, lo conosciamo tutti come il “papà” di Montalbano. Ma guardando un po’ più a fondo, troviamo un uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla produzione artistica e all’impegno sociale. Forse non tutti sanno che lavorava in Rai e grazie a lui come delegato alla produzione, portò al successo le inchieste del commissario Maigret; Le avventure di Laura Storm e il teleromanzo Lazarillo; ha lavorato con Eduardo De Filippo, Alfonso Gatto solo per citarne alcuni. Nel 1994 pubblica con Sellerio “La forma dell’acqua” il primo romanzo dove si vede la nascita del famoso commissario di Vigata: Salvo Montalbano. 

Tutti lo ricordano interpretato da Luca Zingaretti, no? Per gli sprovveduti o per chi se li vuole guardare esiste il cofanetto con tutta la serie dei film!

Camilleri con i suoi romanzi e il suo stile di fusione tra il dialetto siculo e l’italiano è riuscito a regalarci momenti davvero sereni, divertenti e soprattutto… goderecci!

Quanti di voi possono affermare di non aver avuto l’acquolina leggendole descrizioni dei piatti di “Calogero” di “Enzo” e soprattutto di “Adelina”? 

L’antipasto fatto solo di polipi alla strascinasali parse fatto di mare condensato che si squagliava appena dintra alla vucca. La pasta col nìvuro di siccia poteva battersi degnamente con quella di Calogero. E nel misto di triglie, spigole e orate alla griglia il commissario ritrovò quel paradisiaco sapore che aveva temuto perso per sempre. Un motivo principiò a sonargli dintra la testa, una specie di marcia trionfale. Si stinnicchiò, beato, sulla seggia. Appresso tirò un respiro funnuto.
Doppo lunga e perigliosa navigazione, Ulisse finalmenti aviva attrovato la sò tanto circata Itaca.

Andrea Camilleri

Luciano De Crescenzo il filosofo napoletano

Altro maestro delle giornate trascorse con i suoi libri: Luciano De Crescenzo. 

Incredibile come questa persona riusciva a trasformare in semplicità e divertimento la filosofia; se poi ricordiamo che lui era un ingegnere, è ancora più incredibile! 

Eh sì il maestro De Crescenzo ha lavorato per circa vent’anni presso IBM come dirigente. Poi un bel giorno, e fortunati noi che è arrivato quel giorno, abbandona la carriera per dedicarsi alla scrittura: “Così parlò Bellavista”.

Destinato subito al successo con seicentomila copie vendute, il primo di una catena di successi, gli apre le porte alla televisione lavorando a fianco con Roberto Benigni, Renzo Arbore, Sophia Loren e Luca De Filippo, per citarne qualcuno.

Per la Rai ha creato una serie televisiva “Zeus” che se potete vi consigliamo di guardare che davvero merita!

Per noi di Goditalia i suoi libri che ci hanno fatto sognare sono stati “Socrate e compagnia bella”; “Gesù è nato a Napoli” e ovviamente “Frijenno magnanno”, una raccolta di ricette tipiche campane scritte da persone comuni, dall’antipasto al dolce. Un “classico” della letteratura gastronomica napoletana di tutti i tempi. 

E quando dico ‘”lavoro” non penso ad una fatica, ad un supplizio che uno deve sopportare dalla mattina alla sera per rendersi indipendente dal punto di vista economico, ma ad una opportunità che Dio ci ha offerto per dare più senso alla nostra esistenza. Ricordatevi quello che vi dico: una cosa è “fare” il tabaccaio, e una cosa è “essere” tabaccaio.

Luciano De Crescenzo

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